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Trattato di Marrakech e inclusione sociale

La legge sulla proprietà intellettuale protegge i diritti morali ed economici degli autori sulle loro opere. I primi sono quelli che riguardano il legame personale tra autore e opera, e in Europa sono irrinunciabili; i secondi sono legati allo sfruttamento economico dell’opera.

Ma questi diritti non sono assoluti: esistono limitazioni ed eccezioni che tutelano altri diritti quando sono considerati superiori a quelli dell’autore. Quindi, in casi molto specifici, è legale utilizzare un’opera anche nella sua interezza, anche senza permesso, e anche senza compensare l’autore originale.

Queste eccezioni o limiti ai diritti d’autore possono essere approssimativamente suddivise in “relative”, che richiedono un compenso all’autore in qualche modo, e “assolute”, che non lo fanno.

In questo articolo parleremo delle eccezioni per facilitare l’accesso alla cultura per le persone con disabilità visive o altre difficoltà nell’accesso a testi stampati, che esistono grazie al lavoro della World Blind Union.

Come nasce un’eccezione

La partecipazione attiva e totale alla vita sociale delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre patologie che rendono difficoltosa la lettura di testi a stampa è favorita anche dall’accesso a manoscritti e materiale stampato a condizioni pari e uguali agli altri. 

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L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima all’incirca in 286 milioni le persone nel mondo colpite da disabilità visive: 38 milioni di non vedenti e 248 milioni di ipovedenti. 

In Europa, secondo l’Unione Mondiale dei non vedenti, solo il 5% dei libri pubblicati è disponibile in un formato accessibili per queste classi sociali, mentre nei Paesi in via di sviluppo, dove si stima risiedono il 90% delle persone colpite da disabilità visive, la quota scende all’1%

Normalmente organizzazioni specializzate, come biblioteche per non vedenti, prendono in carico la copia e distribuzione in ambito territoriale di opere accessibili a questo pubblico. 

La necessità di una regolamentazione globale

La mancanza di una legislazione che favorisca lo scambio transfrontaliero di formati accessibili realizzati in virtù di restrizioni o deroghe alle norme in materia di diritto d’autore ne rende più che difficile la realizzazione anche fra Paesi con la stessa lingua. 

Tutto ciò implica un problema relativamente a quello che è il costo di produzione per quei formati accessibili e la scarsità di risorse disponibili per tutti quegli organismi che dedicano la loro attività a favore dei non vedenti. 

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A partire dal 2011, l’Unione Europea è soggetta alla Convenzione delle Nazioni Unite per quanto riguarda i diritti delle persone disabili. 

La Convenzione stabilisce il diritto di accesso all’informazione e il diritto delle persone disabili alla totale partecipazione in termini di uguaglianza nella vita culturale (rispettivamente articoli 21 e 30). 

Come parte del meccanismo e degli ordinamenti giuridici dell’UE, la convenzione raggruppa 25 Stati membri, mentre 3 sono tuttavia in fase di ratificazione. 

Fu a partire dal 2009 che ebbero inizio i negoziati dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO) sulla possibilità di stipulare un trattato internazionale che successivamente introdurrà eccezioni e limitazioni alle leggi in materia di diritto d’autore a favore di non vedenti e ipovedenti e per tutti coloro con difficoltà nella lettura di testi stampati. Tutto ciò per fomentare l’interscambio di libri in formati accessibili. 

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La nascita del Trattato di Marrakech

I negoziati a livello della Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale si conclusero positivamente fra il 17 e il 28 Giugno del 2013 a Marrakech, adottando così il Trattato di Marrakech volto a facilitare l’accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa.

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“I “beneficiari” del trattato di Marrakech sono individui non vedenti, individui che soffrono di una disabilità visiva, percettiva o di lettura oppure individui che soffrono di una disabilità fisica che ostacola loro la possibilità di reggere o di maneggiare un libro oppure di fissare o spostare lo sguardo nella misura che sarebbe normalmente necessaria per leggere.” 

Il Trattato di Marrakech in formato Braille 

Il Trattato di Marrakech in formato audio o formato Daisy 

Al fine di tutelare gli interessi dei titolari dei diritti, il Trattato stabilisce, ad esempio, che solo le “entità autorizzate” (ad esempio le ONG dedite a difendere gli interessi delle persone con disabilità visive) possono trasformare le opere in formati accessibili, assicurando che solo i “beneficiari” hanno accesso a queste versioni.

Il Trattato di Marrakech non stabilisce le condizioni per essere un “ente autorizzato” e lascia la libertà a ciascun Paese di regolamentarlo in modo conveniente.

Per maggiorni informazioni sull’argomento Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS

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